La displasia dell’anca rappresenta una delle problematiche articolari più comuni, soprattutto nelle prime fasi di vita. Si tratta di una condizione che può influenzare in modo significativo la qualità della vita, evolvendo in assenza di trattamento in patologie più complesse come la lussazione o l’artrosi precoce.
Nonostante le sue radici siano spesso genetiche, fattori ambientali e posturali giocano un ruolo cruciale nella sua comparsa e progressione.
Questo articolo approfondisce le cause, i sintomi e le opzioni di trattamento disponibili per la displasia dell’anca, offrendo una guida utile per comprendere e affrontare questa condizione. La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire complicazioni e migliorare la prognosi a lungo termine.
Che cos’è la Displasia dell’Anca?
La displasia dell’anca è una deformità articolare che si sviluppa durante la vita intrauterina del bambino e progredisce nei primi anni di vita.
Questo disturbo si manifesta con un’eccessiva lassità dell’articolazione, che consente alla testa femorale di uscire e rientrare dalla cavità acetabolare sotto l’azione di forze esterne.
Tale instabilità, se non diagnosticata e trattata precocemente, può portare a una lussazione permanente dell’anca.
In passato era definita “displasia congenita dell’anca”, ma il termine più corretto oggi è “displasia evolutiva dell’anca”.
Chi ne è colpito?
La displasia dell’anca colpisce prevalentemente:
- Razza: Quasi esclusivamente la razza caucasica, mentre è rara tra neri e asiatici.
- Territorio: In Italia, le zone con maggiore incidenza sono la Pianura Padana, l’Emilia e la Puglia.
- Sesso: Le donne sono più colpite rispetto agli uomini, probabilmente a causa dell’influenza degli ormoni sessuali sullo sviluppo articolare.
Cause della Displasia dell’Anca
Non esiste una causa unica per la displasia dell’anca, ma diversi fattori di rischio contribuiscono al suo sviluppo:
- Lassità capsulo-legamentosa: Spesso di natura genetica e familiare.
- Posizione intrauterina: Una presentazione podalica del feto con ginocchia estese può favorire una distensione anomala della capsula articolare.
- Postura neonatale: Posizioni con anche addotte ed estese, come accadeva in passato con la fasciatura tradizionale, possono aumentare il rischio. L’uso dei pannolini moderni ha contribuito a ridurre significativamente l’incidenza.
Sintomi della Displasia dell’Anca
La displasia dell’anca si manifesta diversamente nelle varie fasi della vita:
- Nel neonato:
- L’instabilità è diagnosticabile solo tramite una visita ortopedica pediatrica, poiché non presenta segni evidenti.
- Nel bambino non deambulante:
- Può comparire una sublussazione o lussazione completa, accompagnata da accorciamento della coscia, asimmetria delle pieghe cutanee e limitazione dell’abduzione.
- Nel bambino deambulante:
- Il peso corporeo tende a peggiorare la lussazione, causando accorciamento dell’arto e zoppia.
- Nell’adulto:
- In caso di lussazione: sovraccarico funzionale su colonna e ginocchio, con possibili complicazioni come iperlordosi e valgismo.
- In caso di displasia residua: artrosi precoce con limitazione della rotazione esterna e accorciamento dell’arto.
Diagnosi della Displasia dell’Anca
- Neonati:
- La diagnosi precoce si basa sull’ecografia, poiché la testa femorale inizia a ossificarsi solo intorno al quinto mese di vita. Uno screening ecografico tra la sesta e l’ottava settimana è raccomandato anche in assenza di sintomi.
- Adulti:
- La radiografia in due proiezioni standard è sufficiente per individuare le conseguenze della displasia. In preparazione a un intervento chirurgico possono essere richiesti ulteriori esami come la TAC o proiezioni speciali.
Come si cura la displasia dell’anca?
La displasia dell’anca richiede approcci terapeutici diversi a seconda dell’età del paziente e della gravità della condizione. Le opzioni disponibili spaziano da trattamenti conservativi nei neonati a interventi chirurgici nei casi più avanzati, con l’obiettivo di prevenire complicazioni come l’artrosi e migliorare la qualità della vita.
Trattamenti per Neonati
La diagnosi precoce è fondamentale per garantire un trattamento efficace. Nei neonati, il trattamento si concentra sul ripristino della posizione corretta della testa femorale all’interno dell’acetabolo. Le opzioni includono:
- Divaricatori per Neonati: Utilizzati per mantenere l’anca in una posizione favorevole alla corretta crescita articolare. Questa tecnica è altamente efficace se adottata nelle prime settimane di vita.
- Manovre di Riduzione e Ingessature: In caso di diagnosi tardiva o displasia più grave, può essere necessario intervenire con una riduzione manuale seguita dall’immobilizzazione tramite gesso.
Trattamenti per Adulti
Negli adulti, la displasia dell’anca si manifesta spesso con sintomi come dolore, rigidità e rischio di artrosi precoce. Il trattamento mira a prevenire l’usura articolare, alleviare i sintomi e, nei casi più gravi, ripristinare la funzionalità tramite interventi chirurgici.
Prevenzione dell’Artrosi:
- Controllo del Peso Corporeo: Mantenere un peso ideale è essenziale per ridurre il sovraccarico sull’articolazione.
- Attività Fisiche a Basso Impatto: Sport come il nuoto o il ciclismo aiutano a preservare la mobilità senza affaticare le anche.
- Esercizi per il Tono Muscolare Gluteo: Rafforzare i muscoli glutei può migliorare la stabilità dell’anca e prevenire la claudicazione.
Interventi Chirurgici Correttivi:
- Osteotomie di Riorientamento: Utilizzate per migliorare il rapporto tra testa femorale e acetabolo, queste procedure possono prevenire o ritardare l’insorgenza dell’artrosi in età giovane-adulta.
- Osteotomia di Chiari: Una procedura palliativa che aumenta la copertura della testa femorale, rallentando la progressione dell’artrosi nei casi iniziali.
Protesi d’Anca:
- Nei casi di artrosi avanzata e invalidante, la sostituzione dell’anca con una protesi rappresenta l’opzione definitiva. Tuttavia, questo intervento richiede un’attenta valutazione, poiché le complicazioni possono essere più frequenti rispetto a quelle dell’artrosi primaria.
Fonti e Riferimenti
- Dezateux C, Rosendahl K. Developmental dysplasia of the hip. Lancet. 2007 May 5;369(9572):1541-52.
- Yanagimoto S, Hotta H, Izumida R, Sakamaki T. Long-term results of Chiari pelvic osteotomy in patients with developmental dysplasia of the hip. J Orthop Sci. 2005 Nov;10(6):557-63.
- Numair J, Joshi AB, Murphy JC, Porter ML, Hardinge K. Total hip arthroplasty for congenital dysplasia or dislocation of the hip. J Bone Joint Surg Am. 1997 Sep;79(9):1352-60.
Questo articolo è stato realizzato con il contributo di esperti in ortopedia e ha lo scopo di fornire informazioni utili a pazienti e professionisti sanitari.